Studiare e lavorare full time: quello che non dico mai
Ci sono giorni in cui mi sento divisa in due.
La versione di me che lavora.
La versione di me che studia.
E poi c’è quella che, nel mezzo, prova solo a non crollare.
Studiare e lavorare full time non è solo una questione di organizzazione. Non è l’agenda piena o la sveglia presto. È una stanchezza sottile, costante. È la sensazione di essere sempre un passo indietro rispetto a qualcosa.
Al lavoro penso alle pagine che mi aspettano.
Sui libri penso alle mail a cui devo rispondere.
La mia mente non si ferma mai davvero.
La sera è il momento più difficile
Torno a casa con la testa pesante. A volte mi siedo davanti ai libri e li fisso per qualche minuto. Non perché non voglia farlo. Ma perché dentro di me c’è una parte che chiede solo di riposare.
E allora mi chiedo:
“Ma chi me lo fa fare?”
Poi inizio. Anche solo per mezz’ora.
E quella mezz’ora diventa una piccola vittoria.
Ho imparato che non serve essere perfetta. Serve iniziare, anche quando non ne ho voglia.
Mi sento spesso in colpa
Se lavoro tanto, mi sento in colpa perché studio poco.
Se studio tanto, mi sento in colpa perché forse al lavoro potevo fare di più.
È una bilancia che non sta mai ferma.
Ma sto imparando una cosa importante: sto facendo il massimo possibile con le energie che ho. E questo deve bastare.
Ho scoperto una forza che non sapevo di avere
Studiare mentre lavoro mi ha cambiata.
Mi ha resa più disciplinata, sì. Ma soprattutto più consapevole.
Ho capito che:
-
un’ora fatta bene vale più di tre fatte male
-
la costanza è più potente della motivazione
-
posso essere stanca e determinata allo stesso tempo
Non sono sempre produttiva.
Non sono sempre lucida.
Ma non mi fermo.
Non è solo fatica
A volte, nel silenzio della sera, mentre ripeto ad alta voce o sottolineo un concetto importante, sento qualcosa di diverso dalla stanchezza.
Sento che sto costruendo qualcosa.
Non solo un futuro professionale.
Sto costruendo me.
E forse nessuno vede davvero quanto sia difficile tenere insieme tutto.
Ma io lo so.
E ogni giorno che scelgo di continuare, anche con poca energia, anche con dubbi, anche con paura… sto dimostrando a me stessa che posso farcela.
Non è equilibrio.
È resistenza.
Ed è la mia. 🌿
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